Questo é il libro che avrei voluto scrivere!” Quante volte, chiacchierando con amiche scrittrici o avide lettrici, le ho sentite pronunciare in estasi queste frase. Complice il risveglio della mia curiosità intorpidita dall’inverno, ho posto la stessa domanda ad alcune di loro. Profili differenti, interessi diversi, ma la lettura o la scrittura (e non solo!) come comun denominatore.

guillemette-bardinet-bgv-la-bella-bordeaux-libro

Guillemette Bardinet – BGV

Guillemette Bardinet é una donna a grande velocità, ex-giornalista, mamma, creatrice di BGV , Bordeaux à Grande Vitesse, un’idea unica e originale in una città in piena espansione: accogliere i nuovi arrivati con un programma d’integrazione su misura. Guillemette, senza nemmeno riflettere, mi lancia subito il suo titolo “I miei luoghi oscuri’ (My dark places, 1996) dello scrittore noir americano, James Ellroy. Un libro avvincente, sconvolgente, inquietante. Il racconto autobiografico consacrato all’assassinio della madre. ‘Un libro duro, violento, aspro e bello, malgrado tutto. Una scrittura trash, realista e impeccabile in un’America da incubo. Traspare l’amore di un figlio per la madre ma molto fra le righe, per un motivo che le sfugge e che l’avvince.

anne-quimbre-la-bella-bordeaux-libro

Anne Quimbre

 

Anne Quimbre é un piccolo vulcano. Il suo colore? Rosso fuoco. Complessa ma non troppo complicata, come un buon vino d’annata. Addetta stampa, redattrice senior, appassionata di turismo, cultura e patrimonio, autrice di un blog insolito, Papotiche, che riconcilia femminismo e femminilità con note di humor umorale .  Anne non si accontenta di un semplice libro, ma punta alla saga. La sua preferita é la serie dei ” Les Rougon-Macquart” di Émile Zola, pubblicata dal 1871 al 1893. Intreccio, sesso, complotti. Non manca niente. Altro che “Games of Thrones”!  I personaggi sono presentati brillantemente attraverso le loro passioni, e suscitano una forte simpatia (ad esempio Gervaise nell’ Assomoir, o Étienne nel Germinal). Ma é anche un affresco sociale e umano fra le guerre, la lotta contro le ineguaglianze, la denuncia dell’ipocrisia borghese del 19° secolo, l’ascensione sociale ormai possibile a tutti i ceti, come pure non importa il milieu sociale a cui si appartiene,  tutto può’ crollare improvvisamente a causa della natura umana e delle sue pecche: la gelosia, la cupidigia, la pigrizia, la stupidità.

marie-laure-hubert-nasser-la-bella-bordeaux-libro

Marie-Laure Hubert-Nasser

La DirCom de la Ville de Bordeaux , Marie-Laure Hubert-Nasser, é una donna multiforme, comunicante, mamma, scrittrice, giornalista e femminista contemporanea. É sempre un piacere ascoltare le sue opinioni libere e assolute.   E’ ‘Body and Soul’ di Frank Conroy (1993)  il libro che avrebbe voluto scrivere. Un libro forte, potente, indelebile nella sua memoria  dopo più di 30 anni. Certamente il destino di un enfant prodige,  ma soprattutto la storia  di un dono – la musica –  intorno alla quale gravitano altri temi fondamentali, le differenze sociali, la povertà, la violenza, il crollo del mito americano, il nazismo, il denaro, il boom immobiliare, e una New York anni ’40, come sfondo controverso. Ma, qualsiasi sia il volere del destino,  l’arte e la bellezza  ci salveranno.

nathalie-vallez-lacaze-la-bella-bordeaux-libro

Nathalie Vallez-Lacaze

 

Nathalie Vallez-Lacaze, mamma, giornalista, insegnante di tecniche giornalistiche, piccolo faro della stampa femminile e culturale di Bordeaux, é una donna entusiasta e altruista. E’ una vera divoratrice di libri, e li ama tutti. Alla mia domanda esita, prima di fare un torto a tutti  suoi amati autori. Con un piccolo gioco di astuzia, mi da quattro nomi , Romain Kacev, ‎Émile Ajar, Shatan Bogat, Fosco Sinibaldi….Quattro pseudonimi per un solo autore: Romain Gary. Scrittore, diplomatico, aviatore, militare, militante, sceneggiatore e regista. “La vita davanti a sé” (1975)  é il libro che Nathalie avrebbe voluto scrivere. Un romanzo universale, ancora oggi  fortemente d’attualità, che riflette la personalità dell’autore, uomo di grande umanità, e di grande intelligenza.  Un libro d’amore e di compassione fra un bambino ed un’anziana ebrea scampata ai campi di concentramento di Auschwitz. Una scrittura poetica e pura che non puo’ lasciare insensibili.

E io? Io avrei voluto scrivere il racconto, piccolo e geniale di Stefan Zweig: “24 ore nella vita di una donna”. Un colpo da maestro. Un’ambientazione affascinante in pieni anni ’20 sulla Costa Azzurra, un intreccio di suspense e d’ introspezione e una gamma di sentimenti irrazionali e scandalosi. Una narrazione quasi cinematografica, originale e moderna. Un omaggio a tutte queste donne ispiranti che ho la fortuna di incontrare nella bella Bordeaux e altrove.