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L’Hôtel et Restaurant Lalique-Château Lafaurie Peyraguey

Un rosa leggermente dorato illumina le vigne del Sauternes. All’ora del tramonto lo Château Lafaurie-Peyraguey, situato nel comune di Bommes,  si appropria dei  riflessi più belli ed emana una luce affascinante, quasi ipnotica. Non riesci a volgere lo sguardo altrove. I 36 ettari di vigne circondano l’antico edificio a perdita d’occhio, come se non esistesse un orizzonte, come se qui  la natura fosse ancora  la sola potente e meravigliosa padrona. Una serenità assoluta. Folti, bassi e di un verde brillante, i vigneti producono un eccellente premier grand cru classé, difficile da dimenticare. Quattrocento anni di passione, savoir-faire e generosità costituiscono il patrimonio dello Château Lafaurie-Peyraguey, una  proprietà dagli accenti medievali e dal fascino ispanico-bizantino che l’attuale proprietario, Silvio Denz, ha  immaginato come luogo d’ispirazione e di bellezza pura, allo stesso tempo conviviale e prestigioso.

Come sempre le soluzioni estetiche ed architettoniche che riescono a preservare  l’anima storica dei luoghi mi affascinano e dedicherò’ un intero articolo al sublime lavoro effettuato dal celebre architetto Mario Botta e da  Lady Tina Green e da Pietro Mingarelli per l’interior design.

Hôtel et Restaurant Lalique – Château Lafaurie-Peyraguey, il lusso alla francese

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David Bolzan, Directeur Général dei Vignobles Silvio Denz

L’Hôtel et Restaurant Lalique Château Lafaurie-Peyraguey, ha aperto il 23 giugno scorso  in questo luogo carico di fascino irreale. Quasi una galleria d’arte privata, con sole 10 camere e tre suites, le opere d’arte delle cristallerie Lalique si susseguono sorprendenti e luminose: vasi, coppe, sculture, e  oggetti che rendono ogni stanza un capolavoro. Anche la vecchia cappella espone opere magnifiche, antiche e contemporanee, fra cui un’opera originale di Damien Hirst. Insomma un tripudio. Una bellezza quasi accecante.

Accolta  nel bar dell’hôtel dall’amabile direttore  Christophe Noulibos,  (la collezione di vasi secchiello per il ghiaccio e di bottiglie Lalique é mozzafiato e non riesco a distoglierne lo sguardo), proseguo la mia visita chiacchierando con  il direttore generale dei Vignobles Silvio Denz,  David Bolzan, dall’inconfondibile charme italo-francese, da cui apprendo, fra l’altro, la volontà di Silvio Denz di conferire al vino Sauternes una connotazione più giovane e contemporanea. Nasce così una serie di cocktails on the rocks ideali per l’estate di cui il mio preferito é lo SweetZ. La ricetta originale qui .

 

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Filet de veau en croûte noire, trompe l’oeil de petits pois signé Jerôme Schilling

Dulcis in fundo,  il ristorante Lalique é un paradiso per tutti gli appassionati enogastronomici e dell’art de la table.  Ai fornelli Jerôme Schilling, giovane e brillante chef del nuovo panorama gastronomico francese, ex-chef exécutif del ristorante stellato Villa René Lalique e  grand gagnant della Challenge Culinaire du Président  della République 2017.  La precisione e l’abilità creativa di Schilling sono strabilianti, ogni piatto é un piccolo capolavoro di gusto, con colori che ricordano i pittori manieristi del cinquecento fiorentino. Ho degustato il menu Lalique 1er Cru: langoustine croustillante et pollen frais, moelleux chou-fleur et caviar vintage Sturia, bar de ligne arlequin et bergamote, le filet de veau en croûte noire (sono ancora affascinata dal trompe l’oeil di piselli!) e poi una selezione di formaggi e dessert squisiti accompagnati dai migliori vini dello Château Faugères, altra proprietà dei Vignobles Silvio Denz. Che dire? Una pura meraviglia.

Per concludere (a malincuore) quest’esperienza culinaria, non ho migliore citazione di quella dello stesso Jérôme Schilling:

La bonne cuisine est la base du véritable bonheur ……….

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