Confinamento, giorno X. Da una finestra all’altra percorri con lo sguardo il perimetro della tua stanza. Pavimento opaco, quadri da spolverare, oggetti fuori posto, occhiali sparsi, il colore delle pareti da cambiare. Confinamento.  Il tempo dilatato aumenta la percezione di quanto ti circonda, il sole illumina impietoso la polvere sul tavolino. Lo schermo del computer rimanda  un’immagine lontana , un orizzonte infinito, una luce accecante , un mare calmo, perfetto. E pensare che eri là. Guardi distrattamente la pila scomposta dei libri da leggere, acquistati in fretta, regalati, prestati, accumulati e abbandonati meccanicamente, quasi senza cura.  Scorri un titolo per volta lentamente come per cercare un indizio, una risposta alla solitudine che, in fondo, con timore e con rispetto, ti sorprendi ad apprezzare. Vorresti forse  rileggere ” La misura eroica. Il mito degli Argonauti e il coraggio che spinge gli uomini ad amare” di Andrea Marcolongo , ma l’hai regalato ad un amico. Un altro dei libri che avresti voluto scrivere.

Elogio della solitudine. Sei confuso, ma i pensieri sfuggono alle liste impietose, il dafarsi giornaliero si scompone e si ricompone graziosamente, abbandonando gli  imperativi quotidiani superflui. La ragione ti guida con affetto verso l’essenziale, analizza il necessario, riesamina l’eccessivo, compone il puzzle , recupera il senso. Dove sei stato fino ad oggi? Silenzio pieno. Solitudine irreale, lontana da qualsiasi immaginazione. Tempo lento con grand’ espressione in do diesis minore. Come un notturno senza fine di Chopin.

La musica modifica con semplicità  la dimensione temporale. Ti sorprende un ricordo infantile di lunghe giornate estive che parevano interminabili.  Momenti sospesi. Lo spazio confinato, la luce, il disordine rassicurante . Era un tempo a  tuo ritmo, e qualcosa in questi lunghi giorni di confinamento te lo ricorda. Un tempo denso, oramai dimenticato.

E alla fine ti muovi delicatamente per non disturbare la silenziosa ed immobile perfezione quotidiana, dove volti e parole riprendono il loro vero significato. I pensieri scorrono fluidi. Lo spirito si libera,  individua il necessario ed il superfluo. Ti senti grato per ciò che hai, per i momenti d’amore condivisi, per gli amici ed i pensieri felici. Stai riscoprendo  la solitudine e la accetti, ma niente potrà sostituire la bellezza di quel miracolo che é l’incontro, e la sua straordinaria e casuale simmetria.

E’ solo un arrivederci. Ci ritroviamo presto.

 

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Milos, Grecia. Foto di Nicolas Seurot

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