Cosi’ come la Beatrice di “Molto rumore per nulla”  di William Shakespeare, Marc-Emmanuel Zanoli deve essere sicuramente nato sotto una stella che danzava. Sarà perché irradia un’aura luminosa quando si muove e ti sorride con eleganza. E quando danza con eleganza, cosi’ regale e signorile.

marc-emmanuel-zanoli-la-bella-bordeauxMarc-Emmanuel Zanoli, generoso, appassionato e dotato di un grande spirito di sacrificio, integra il corpo di ballo dell’Opera National di Bordeaux nel 2004.
Non dimentichero’ mai il nostro incontro, a casa di amici una sera d’inverno di tanti anni fa, Un’aria familiare, un’empatia conosciuta, una dolcezza quasi aristocratica, una conversazione delicata ma coinvolgente. Scopro che ‘Marco’ ha origini italiane, mi racconta che i nonni materni provengono da una piccola cittadina del Piemonte, Vogogna….. Mi lascio sfuggire un sorriso, riconoscendo orgogliosamente l’eredità e il DNA artistico del mio nuovo amico.

Figlio d’arte – la mamma, Malou Zanoli era ballerina e insegnante di ballo – il piccolo Marc-Emmanuel viene incoraggiato da uno dei suoi professori ad iscriversi all’Ecole de Danse de l’Opéra de Paris a soli 13 anni, ma le difficoltà dovute alla giovane età e ad un corpo ancora troppo acerbo, non gli permettono di continuare il percorso alla scuola dell’Opéra. Si iscrive allora al CNSM di Parigi dove consegue brillantemente il suo diploma.

marc-emmanuel-zanoli-la-bella-bordeauxMa il suo destino é Bordeaux. E Bordeaux l’accoglie con amore. Passa un’audizione con successo e diventa ballerino ufficiale nella splendida compagnia di Charles Jude e di Eric Quilleré, compagnia che gli corrisponde perfettamente, corpo e anima.

Ed é proprio nel corpo di ballo dell’Opera di Bordeaux che Il talento di Marc-Emmanuel Zanoli si manifesta potente e virtuoso, cosi come la sua naturale poliedricità ed il suo sottile sense of humor. Gli amanti ed habitués del balletto, non possono dimenticare uno dei ruoli più forti nel suo repertorio, quello di Carabosse ne “La Bella addormentata nel bosco” di P.I Tchaïkovski. La coreografia di Charles Jude immagina la fata malvagia interpretata da un ballerino che danza sulle punte e Marc-Emmanuel si concede completamente all’interpretazione di questo personaggio nella sua dimensione più psicologica. Se ne appropria e lo personalizza, dandogli un’aria di femme fatale per niente caricaturale. Un’ interpretazione elegante, atipica e senza sbavature. Questo é Marc-Emmanuel Zanoli: fantasioso, creativo, dalla disciplina ineccepibile.

I ruoli e gli universi coreografici si susseguono diversi e appassionanti in un crescendo di esperienze sempre più intense, Hilarion in Giselle, Caliban nella Tempesta, don Quichotte, Coppelius in Coppelia, Pâris nel Romeo e Giulietta, Drosselmeier nello Schiaccianoci, Czardas/Raymonda di Marius Petipa, Pneuma de Carolyn Carlson, Triphase de Emmanuelle Grizot…..

La danza é gloria e  trasfigurazione. Cita egli stesso Agnes de Mille, celebre coreografa newyorkese:

To dance is to be out of yourself. Larger, more beautiful, more powerful. This is power, it is glory on earth and it is yours for the taking. 

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Marc-Emmanuel Zanoli durante una prova

Marc-Emmanuel vince lo scorso giugno, insieme alla collega Alice Leloup, il premio Clerc Milon de la Danse 2018 .  Naturale talento per la coreografia, é anche l’appassionato direttore artistico del Ballet de Poche, 8 ballerini professionisti, tutti membri del corpo di ballo dell’ Opéra di Bordeaux, che riscuotono un successo sempre più crescescente.

In movimento perpetuo, al ritmo della sua musica preferita, Marc-Emmanuel immagina coreografie e performances artistiche, conclude collaborazioni fruttuose, diventa modello per la celebre Petrusse, creatrice di magnifiche sciarpe, sostiene associazioni di solidarietà esibendosi nelle serate di gala di raccolta fondi, e, abile acrobata, trova anche il tempo ogni tanto di fare quattro chiacchiere con me davanti ad un buon caffè italiano, perché in fin dei conti,  la sua dolce empatia  é per me una delle sue migliori qualità.

 

Crédit photo: Soul Berenson di Studio Zaigo et Ludovic Dussarps